domenica 5 marzo 2017

Zygmunt Bauman: Vivere la propria vita «in modo socratico»...

Tamas Andok
Vivere la propria vita «in modo socratico» significava definire e affermare se stessi ed essere disponibili ad accettare che la vita non possa essere altro che un’opera d’arte dei cui pregi e difetti l’autore/attore (progettista ed esecutore del progetto al tempo stesso) è totalmente ed esclusivamente responsabile.
«Imitare Socrate» significava, in altri termini, rifiutare fermamente l’imitazione; rifiutare l’imitazione della persona «Socrate», o di qualsiasi altra persona, per quanto degna.

In: “L'arte della vita” di Zygmunt Bauman

Amos Oz: Ritengo che l’essenza del fanatismo stia nel desiderio di costringere gli altri a cambiare...


Rodney Smith
Ritengo che l’essenza del fanatismo stia nel desiderio di costringere gli altri a cambiare. Quell’inclinazione comune a rendere migliore il tuo vicino, educare il tuo coniuge, programmare tuo figlio, raddrizzare tuo fratello, piuttosto che lasciarli vivere. Il fanatico è la creatura più disinteressata che ci sia. Il fanatico è un grande altruista. Il fanatico è più interessato a te che a se stesso, di solito. Vuole salvarti l’anima, vuole redimerti, vuole affrancarti dal peccato, dall’errore, dal fumo, dalla tua fede o dalla tua incredulità, vuole migliorare le tue abitudini alimentari, vuole impedirti di bere o di votare nel modo sbagliato. [...] In un modo o nell’altro, il fanatico è più interessato a voi che a se stesso, per la semplice ragione che il fanatico ha un io molto piccolo, quando non ce l’ha affatto.

In: “Contro il fanatismo”, di Amos Oz

sabato 4 marzo 2017

Rainer Maria Rilke: Quando pronuncio: «Dio», c'è in me una grande convinzione, mai appresa...

Roberto Ferri
Quando pronuncio: «Dio», c'è in me una grande convinzione, mai appresa. L'intero creato, mi pare, pronuncia questa parola, senza rifletterci, anche se spesso dal profondo di uno stato di meditazione. Se questo Cristo ci ha aiutati a pronunciarla con voce più chiara, più piena, più valida, tanto meglio, però lasciatelo una volta per tutte fuori causa. Non costringeteci sempre a ricadere nella fatica e afflizione che gli costa, come voi dite, redimerci. Fateci penetrare finalmente questo stato di redenzione.

In “La lettera del giovane lavoratore” di Rainer Maria Rilke

Italo Calvino: Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose...


Ansel Adams
Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, ¬conclude, - ci si può spingere a cercare quel che c'è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile.

In:” Palomar”, di Italo Calvino

Bertrand Russell: Nel senso della colpa vi è qualche cosa di abbietto...

Gunler Oylece
Nel senso della colpa vi è qualche cosa di abbietto, qualche cosa che priva del rispetto di se stessi. E la perdita del rispetto di se stessi non ha valso mai nulla di buono a nessuno.

Da:" La conquista della felicità", di Bertrand Russell

José Ortega Y Gasset: Perché la grandezza, la profondità del Socialismo, la sua missione storica, ciò a cui tende con l’energia irresistibile di una potenza cosmica, è la produzione di aristocrazie autentiche...


Alexander Alexandrovich Deineka
Il Socialismo è una realtà così profonda che contiene in sé vari piani o strati e sarebbe sminuirlo credere che si riduca tutto a uno solo di essi. Lo strato del Socialismo che si vede maggiormente, perché ne occupa la superficie, è il Partito Socialista. Sotto di esso, un po’ più nascosto allo sguardo della folla, si trova il Socialismo come teoria socialista, come progetto di riforma umana. A mio parere, non conviene confondere questi due ordini di Socialismo, per non rinunciare al valore incalcolabile racchiuso nel Socialismo nella sua integrità. […] A prima vista si tratta di un grossolano caso paradossale: io sono socialista per amore dell’aristocrazia. Orbene, urge distruggere l’aspetto paradossale di questa affermazione. Aristocrazia vuol dire stato sociale in cui influiscono decisamente i migliori. Non s’intenda, senz’altro, governo dei migliori, perché questo sarebbe un modo riduttivo di vedere la questione. A me non importa che non governino, cioè che non dispongano di mezzi violenti per imporsi. M’importa che, governando o meno, le opinioni più opportune, più nobili, più giuste, più belle, prendano il sopravvento nei cuori degli uomini. [...]

Oggi il mondo non è retto dalle aristocrazie di sangue, le guerriere, né dalle aristocrazie del mito, i sacerdoti. Oggi reggono il mondo i capitalisti. L’aristocrazia attuale non consiste in qualità interne agli uomini, bensì in un potere materiale anonimo, quantitativo: il denaro. Questa è la chiara e profonda visione di Marx: l’umano, che è pura qualità, giace oppresso dalla quantità, che è una forza fisica.

Tratto da: “Obras completas, vol. I, pp. 621-623 (El Socialista, 1 maggio 1913, traduzione di Gianni Ferracuti)”, di José Ortega Y Gasset