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domenica 19 giugno 2022

Gyorgy Lukacs: Ma l'uomo sa della propria sorte, perciò essa è per lui qualcosa di più della cresta di un'onda, che scende per poi risalire...

Mariano Fortuny
Ma l'uomo sa della propria sorte, perciò essa è per lui qualcosa di più della cresta di un'onda, che scende per poi risalire, ripetendo questo gioco per tutta l'eternità. L'uomo sa del suo destino, e questo suo sapere egli lo chiama colpa. Poiché egli sente come una sua azione ciò che gli doveva accadere, ritaglia in sé con contorni marcati tutto ciò che casualmente è accaduto nell'ambito fluido della sua casuale compagine esistenziale.

Da:” L'anima e le forme -Traduzione di Sergio Bologna – SE - 2002 ”,di Gyorgy Lukacs

domenica 29 agosto 2021

Gyorgy Lukacs: Ho bisogno di qualcosa. Ho bisogno di uomini, anzi di calore...

Frans Hals
Ho bisogno di qualcosa. Ho bisogno di uomini, anzi di calore. Il mio 'calore' è qualcosa che si scioglie con tale difficoltà che è impossibile accedervi (con quanta facilità invece parlo, e con quanta superficialità entro in rapporti intimi con chiunque). E mi manca. Non è vero ciò che vado dicendo da anni, che non ho bisogno di nessuno, che posso vivere ovunque, non lo credo.

In: Diario (1910-1911) - A cura di Gabriella Caramore - ADELPHI- ottobre 2001- “, di Gyorgy Lukacs

sabato 5 giugno 2021

Gyorgy Lukacs: Nella vita esiste solo il singolo, il conneto...

Frammentato di ritratto in bronzo di Marco Aurelio
Nella vita esiste solo il singolo, il conneto. Esistere equivale a essere diverso. L'assoluto, ciò che non ammette mediazioni, l'univoco, è soltanto il concreto, il fenomeno individuale. La verità è soltanto soggettiva - forse; ma senza dubbio la soggettività è verità, la cosa singola è l'unico esistente, il singolo individuo è l'uomo reale.

Da:” L'anima e le forme – Pag. 59 - Traduzione e nota di Sergio Bologna- SE – 2002 -”,di Gyorgy Lukacs

sabato 28 marzo 2020

Gyorgy Lukacs: La tragedia ha una sola dimensione: quella dell'altezza...

Masi Simonetti Il Cristo dell'alluvione del 1966
La tragedia ha una sola dimensione: quella dell'altezza. Essa interviene nel momento in cui le energie misteriose estraggono dall'uomo la sua essenza, lo costringono all'essenzialità; il processo tragico si svolge attraverso un manifestarsi sempre maggiore di questo unico vero essere. Un'esistenza che escluda la casualità è un'esistenza stagnante, sterile, un'infinita distesa piana senza rilievi; la necessità di una esistenza del genere è quella della sicurezza a buon mercato, della chiusura ostinata di fronte a ogni novità, del pavido cullarsi nel seno della razionalità arida.

Da:” L'anima e le forme”,di Gyorgy Lukacs

sabato 13 aprile 2019

Gyorgy Lukacs: Ma la vera ricchezza consiste soltanto nel sapere istituire dei valori...

Henri Cartier Bresson
Ma la vera ricchezza consiste soltanto nel sapere istituire dei valori, la vera forza si trova soltanto nella forza della scelta, in quella parte dell'anima libera dagli stati d'animo episodici: nell'etica. E nel saper determinare alcuni punti fissi a cui riferire l'esistenza.

Da:” L'anima e le forme”,di Gyorgy Lukacs

domenica 14 ottobre 2018

Gyorgy Lukacs: La manipolazione fine consiste per l'appunto nel suggerire ai compratori l'acquisto di una determinata merce...

Caravaggio
La manipolazione fine consiste per l'appunto nel suggerire ai compratori l'acquisto di una determinata merce in maniera tale che ciascuno s'immagini che tale acquisto, il possesso di quella merce, sia il risultato di una libera decisione, anzi che sia espressione della propria personalità.

Da: “ La democrazia della vita quotidiana (Pag. 48)”, di Gyorgy Lukacs

domenica 29 luglio 2018

Gyorgy Lukacs: Che veramente tutto avviene in me, ma che in me avviene il Tutto...

Giacomo Balla
Questo è dunque il mondo nuovo, la strada che porta fuori dall'estetismo: la percezione profonda, religiosa, che tutto è in connessione con tutto. La sensazione di non poter fare nulla senza suscitare dovunque mille risonanze, che per la maggior parte non conosco e non sono in grado di conoscere; la sensazione che allo stesso modo ciascuna delle mie azioni - lo sappia o non lo sappia - è la conseguenza di migliaia e migliaia di onde, che si sono incontrate in me e che da me sono ripartite verso l'altro. Che veramente tutto avviene in me, ma che in me avviene il Tutto; che i miei destini sono potenze ignote, ma che i miei attimi fuggenti possono essere per me destini imperscrutabili dell'Imperscrutabile. È la casualità che diventa necessità; i casi accidentali, momentanei, le non ripetizioni, vengono innalzati a legge universale con tanta energia che cessano di essere casi accidentali e momentanei. La metafisica dell'impressionismo. Dal punto di vista di colui che è toccato dalle onde tutto è casualità: da che onde è toccato, quando e dove; perché tutto ciò non può avere alcun riferimento con l'intimo, vero corso della sua vita. Ogni singola onda è un gioco del caso: soltanto così si giustifica l'asserzione che tutta la vita è un gioco di onde casuali. E se tutto è caso, allora nulla è casuale, non c'è più casualità, poiché tutto ha un senso soltanto nella misura in cui coesiste con una norma immanente e la elimina soltanto negli accidenti concreti.

Da:” L'anima e le forme”,di Gyorgy Lukacs

domenica 11 giugno 2017

Gyorgy Lukacs: Il caos di per sé non è mai ricchezza. L'elemento creatore dell'ordine affonda le sue radici primarie nello stesso terreno del disordine...

Joan Mirò
Il caos di per sé non è mai ricchezza. L'elemento creatore dell'ordine affonda le sue radici primarie nello stesso terreno del disordine, perciò un'anima può essere completa e quindi ricca, laddove coesistono con eguale intensità caos e disciplina, esistenza e astrazione, l'uomo e il suo destino, stato d'animo e etica. Soltanto se coesistono, se sono in ogni istante integrati in un'unità vivente, indivisibile, soltanto allora l'uomo è un uomo vero e la sua opera una vera totalità, simbolo dell'universo.

Da:” L'anima e le forme”,di Gyorgy Lukacs

domenica 2 aprile 2017

Gyorgy Lukacs: Società vuol dire operare insieme degli uomini...


George Grosz
Società vuol dire operare insieme degli uomini, e mai in precedenza la società si è trovata al livello di realizzazione raggiunto nel capitalismo odierno sul piano tecnico-pratico. Al contempo, però, le medesime forze socio-economiche che oggettivamente producono e riproducono questa inedita interdipendenza, danno luogo non al «legame dell'uomo con l'uomo», ma invece all' «isolamento dell'uomo dall'uomo». La libertà individuale, come risulta da questa società, «lascia che ogni uomo trovi nell'altro uomo non già la realizzazione, ma piuttosto il limite della sua libertà», «il diritto dell'uomo alla libertà si basa non sul legame dell'uomo con l'uomo, ma piuttosto sull'isolamento dell'uomo dall'uomo. Esso è il diritto a tale isolamento, il diritto dell'individuo limitato, limitato a se stesso».

In: “La Democrazia della vita quotidiana”, di Gyorgy Lukacs