martedì 14 maggio 2019

Nicolas Gomez Davila: Nel silenzio dei boschi, nel gorgoglio di una fonte, nella eretta solitudine di un albero...

Jules Bastien-Lepage
Nel silenzio dei boschi, nel gorgoglio di una fonte, nella eretta solitudine di un albero, nella forma stravagante di una roccia, l'uomo scopre la presenza di un'interrogazione che lo confonde. Dio nasce nel mistero delle cose.
Questa percezione del sacro, che dispensa terrore, venerazione, amore, è l'atto che crea l'uomo, è l'atto in cui germina la ragione, l'atto in cui s'afferma l'anima.

Da: “ Alle origini del mondo (Texto V – pag. 63)”, di Nicolas Gomez Davila

domenica 12 maggio 2019

Charles Baudelaire: Conosci quella febbre malsana che ci assale nel freddo della miseria?, quella nostalgia di un paese mai visto, quell'angoscia della curiosità?

Cristina Garcia Rodero
Conosci quella febbre malsana che ci assale nel freddo della miseria?, quella nostalgia di un paese mai visto, quell'angoscia della curiosità? C'è una contrada che ti somiglia, dove tutto è bello, ricco, tranquillo e onesto; dove la fantasia ha costruito e decorato una Cina occidentale; dove è dolce respirare la vita; dove la felicità si sposa al silenzio. Là bisogna andare a vivere, a morire!
Sì, è là che bisogna andare a respirare, a sognare e prolungare le ore nell'infinito delle sensazioni.

Da “Lo Spleen di Parigi (XVIII- L’invito al viaggio) ”, di Charles Baudelaire

Alexander Langer: La democrazia come la conosciamo oggi è la democrazia dei grandi consumatori di energia, è la democrazia di quelli con la pancia piena...

Dorothea Lange
La democrazia come la conosciamo oggi è la democrazia dei grandi consumatori di energia, è la democrazia di quelli con la pancia piena. Rispetto al resto del mondo è la democrazia di chi amministra la parte relativamente avvantaggiata della società e del pianeta, spesso con criteri di scarsissima responsabilità ecologica verso l’insieme del pianeta e dell’umanità



Da: “Il viaggiatore leggero - Scritti 1961-1995 (30 agosto 1987)”, di Alexander Langer

Elémire Zolla: Allevare un infante porta la madre a esprimersi con suoni che non hanno rapporto con discorsi...

Pedro Luis Raota
Allevare un infante porta la madre a esprimersi con suoni che non hanno rapporto con discorsi, ma immettono nel piccino un ritmo che lo convince a dormire o lei batte le mani e lo fa ridere.

Da: “La filosofia perenne ( III -La simbologia introduce al matriarcato – pag. 85 -)", di Elémire Zolla

sabato 11 maggio 2019

Jorge Luis Borges: Effimeri esploratori dell’infinito, dove troveremo noi la nostra bussola...

Pedro Luis Raota
Effimeri esploratori dell’infinito, dove troveremo noi la nostra bussola, se tutto ciò che prima chiamavamo con quel nome è stato dichiarato vetusto e si getta tra i rifiuti?

Da:”Libro di sogni (71-Dormiveglia - Paul Groussac, El viaje intelectual (1904))”, di Jorge Luis Borges

Fernando Pessoa: Scorri leggera, vita che non si sente, ruscello in silenzioso movimento sotto gli alberi dimenticati!

Antanas Sutkus
Scorri leggera, vita che non si sente, ruscello in silenzioso movimento sotto gli alberi dimenticati! Scorri blanda, anima che non si conosce, mormorio che non si vede oltre i grandi rami caduti! Scorri inutile, scorri senza senso, coscienza che non lo è di niente, vaga luce in lontananza, tra radure di foglie, che non si sa da dove viene e dove va! Scorri, scorri e lasciami dimenticare!

Da “Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares (431 432 5.6.1934)” di Fernando Pessoa

Cesare Pavese: Più mi scaldo a questo sole e mi nutro a questa terra, più mi pare di sciogliermi in stille e brusii, nella voce del lago, nei ringhi del bosco...


Vincent van Gogh

Altri laghi, altri mattini come questi. L'acqua è più azzurra delle prúgnole tra il verde. Mi  par di essere un'ombra tra le ombre degli alberi. Più mi scaldo a questo sole e mi nutro a questa  terra, più mi pare di sciogliermi in stille e brusii, nella voce del lago, nei ringhi del bosco. C'è qualcosa di remoto dietro ai tronchi, nei sassi, nel mio stesso sudore.

Da: “Dialoghi con Leucò (Il lago – parla Virbio)”, di Cesare Pavese