domenica 17 dicembre 2023

Umberto Galimberti: fai l’opera d’arte solo se sei “entusiasta”, cioè solo se dentro di te abita un dio...

Bernardino Luini
I Greci non avrebbero mai detto che sono io che faccio l’opera d’arte, perché fai l’opera d’arte solo se sei “entusiasta”, cioè solo se dentro di te abita un dio (entusiasmo in greco questo significa)…

Da: “Il mistero della bellezza – Edizione settembre 2016 - Orthotes Editrice – “, di Umberto Galimberti

Platone: Dunque se un occhio guarda un altro occhio...

Antonello da Messina
Dunque se un occhio guarda un altro occhio e fissa la parte migliore dell’occhio con la quale anche vede, vedrà se stesso. 

In: "Platone Opere complete-Vol. IV. Alcibiade IXXVII- I. (Parla Socrate) -  traduzione di Piero Pucci - Edizione: 2004 - Biblioteca Universale Laterza"; di Platone

Fernando Pessoa: Ho scolpito la mia vita come una statua di materia estranea al mio essere...

Da Pinterest
Ho scolpito la mia vita come una statua di materia estranea al mio essere. A volte non mi riconosco da quanto mi sono posto all’esterno di me e per come ho usato in modo puramente artistico la coscienza di me stesso. Chi sono, dietro questa irrealtà? Non lo so. Devo pur essere qualcuno. E se non cerco di vivere, di agire, di sentire è – potete credermi – per non turbare le linee precostituite della mia personalità ipotetica. Voglio essere tale e quale ho voluto essere e non sono. Se vivessi, mi distruggerei. Voglio essere un’opera d’arte, d’anima almeno, giacché non posso essere corpo. Perciò mi sono scolpito nella calma e nell’estraniamento e mi sono messo in una serra, lungi da aria fresca e luci vive, dove la mia artificialità, quale esotico fiore, fiorisca in appartata bellezza.

Da “Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares (33 29 [1913?] Estetica dell’artificio) - A cura di Valeria Tocco - 2011 - Arnoldo Mondadori Editore”, di Fernando Pessoa

domenica 10 dicembre 2023

Umberto Galimberti: Un giorno anche le stelle si sono ammalate...

Un giorno anche le stelle si sono ammalate. Dopo aver vegliato su un mondo inferiore alle aspettative, alcune di loro si sono ritirate diventando stelle oziose, altre invece si sono mescolate troppo nelle vicende umane mettendo definitivamente a rischio la loro natura celeste, altre infine si sono date troppe determinazioni, diventando più rispondenti ai calcoli degli astronomi che agli dèi. Le stelle si sono ammalate.

Da: “La casa di psiche – Parte terza La psicologia del profondo e la dimensione simbolica - 11. Il simbolismo in astrologia. Storia e destino - pag. 215 - Feltrinelli - Aprile 2017 -", di Umberto Galimberti

venerdì 8 dicembre 2023

Arthur Schopenhauer: ultima ratio stultorum...

Vincent van Gogh
Le persone invece, di solito, se la prendono solo perché non si è della loro opinione: ma allora dovrebbero anche fare in modo che le loro opinioni fossero accettabili. Ma in una controversia con costoro, anche se non ricorrono alla ricordata ultima ratio stultorum, non si avranno altro che fastidi; infatti ci si troverà a competere non soltanto con la loro incapacità intellettuale ma anche con la loro cattiveria morale. Questa infatti si manifesterà nelle frequenti disonestà del loro modo di disputare.”

In: “Parerga e Paralipomena - Tomo secondo - Capitolo secondo - Logica e dialettica - Pag. 39 – A cura di Mario Carpitella - Traduzioni di Mazzino Montinari - ADELPHI Edizioni - Novembre 2007 – “, di Arthur Schopenhauer 

James Hillman: Il mio modello di crescita ha le radici nel cielo e immagina una graduale discesa verso le cose umane.

Da Pinterest
Le immagini organiche della crescita si rifanno al simbolo preferito della vita umana, l’albero, ma io voglio capovolgere quell’albero. Il mio modello di crescita ha le radici nel cielo e immagina una graduale discesa verso le cose umane. 


Da: “Il codice dell'anima – II Crescere, cioè discendere - Traduzione di Adriana Bottini - Adelphi Edizioni - edizione digitale 2014 - ”, di James Hillman

sabato 2 dicembre 2023

Carlo Levi: E anche noi dovremo cominciare di là, da quel punto inesistente da cui nasce ogni cosa...

Caravaggio
E anche noi dovremo cominciare di là, da quel punto inesistente da cui nasce ogni cosa: ma il nostro Giove non dovremo cercarlo nei cieli, ma là dove sta, nei luoghi più terrestri e oscuri, negli abissi umidi e materni. Esso assomiglia assai più a un verme che a un’aquila; ma troverà ben presto le sue aquile araldiche, e le prediligerà su ogni altro blasone o insegna, perché questo gli consentirà di non essere divorato, una volta per sempre, dalle aquile vere.

Da: “ Paura della libertà - Ab Jove principium – 2018 - Neri Pozza Editore – “, di Carlo Levi