sabato 21 luglio 2018

James Hillman:Se la faccia è il luogo in cui ha inizio l’etica della società, che cosa accade alla società quando la faccia che invecchia è modificata chirurgicamente...

Lee Jeffries
Se la faccia è il luogo in cui ha inizio l’etica della società, che cosa accade alla società quando la faccia che invecchia è modificata chirurgicamente e repressa dalla cosmesi e il suo carattere accumulato è falsificato? Quale danno etico si produce quando le facce invecchiate hanno scarsa visibilità? [...]
Perché il modo in cui trattiamo la nostra faccia ha conseguenze sulla società. La tua faccia è l’Altro per tutti gli altri. Se non mostra più la sua vulnerabilità assoluta, allora le ragioni della “pietas”, l’esigenza di sincerità, la richiesta di risposte, sulle quali poggia la coesione sociale, hanno perduto la loro sorgente originaria.

Da: “La Forza del carattere”, di James Hillman

Ignazio Silone: Ogni idea nuova per propagarsi, si cristallizza in formule; per conservarsi si affida a un corpo di interpreti...

Giovanni Fattori
Ogni idea nuova per propagarsi, si cristallizza in formule; per conservarsi si affida a un corpo di interpreti, prudentemente reclutato, talvolta anche appositamente stipendiato, e, a ogni buon conto, sottoposto a un'autorità superiore, incaricata di sciogliere i dubbi e di reprimere le deviazioni.
Cosí ogni nuova idea finisce sempre col diventare una idea fissa, immobile, sorpassata.

Da: “Vino e pane”, di Ignazio Silone

Marguerite Yourcenar: Contro un avvenire che si presenta a noi vociferante e sicuro di sé...

Fernand Khnopff
Contro un avvenire che si presenta a noi vociferante e sicuro di sé, occorre sempre tenere conto di un altro avvenire, ancora in germe, del quale noi abbiamo il compito di proteggere la crescita.

Da "Pellegrina e straniera (Pag. 55 - Forze del passato e forze dell'avvenire)" di Marguerite Yourcenar

Banana Yoshimoto: Noi esseri umani continuiamo a crearci dei ricordi, senza mai smettere di nuotare nel tempo...

Jerry Uelsmann
Ho riflettuto parecchio su queste cose, e su quelle con cui – e senza di cui – sono venuta alla luce. E sono arrivata alla conclusione che io non sono affatto speciale. Ho semplicemente dovuto affrontare un po’ più cose degli altri, un po’ prima. Molte sono le persone che nel cuore portano ferite simili alle mie. Il senso della vita sta proprio in questo. Noi esseri umani continuiamo a crearci dei ricordi, senza mai smettere di nuotare nel tempo. La maggior parte di essi, però, viene risucchiata da un’enorme zona d’ombra, e non ci possiamo fare niente. Anche se siamo consapevoli di perderne gran parte, non ci resta che continuare a crearceli fino alla morte.

Da: "Il coperchio del Mare", di Banana Yoshimoto

domenica 15 luglio 2018

Ludwig Wittgenstein: La soluzione del problema che tu vedi nella vita è un modo di vivere che fa scomparire ciò che rappresenta un problema...

Felice Casorati
La soluzione del problema che tu vedi nella vita è un modo di vivere che fa scomparire ciò che rappresenta un problema.
Se la vita è problematica, è segno che la tua vita non si adatta alla forma della vita. Devi quindi cambiare la tua vita; quando si adatterà alla forma, allora scomparirà ciò che è problematico...

In: “Pensieri diversi (1937 - pag.60-61)”, di Ludwig Wittgenstein

Ernst Jünger: Uno dei caratteri peculiari del nostro tempo è che le scene più significative sono legate ad attori insignificanti.

Rodney Smith
Uno dei caratteri peculiari del nostro tempo è che le scene più significative sono legate ad attori insignificanti.

Da:” Trattato del ribelle”, di Ernst Jünger

sabato 14 luglio 2018

Oswald Spengler: Mi apparve chiaro che un problema politico non può essere compreso partendo dalla stessa politica...

Enrico Nicolò
Mi apparve chiaro che un problema politico non può essere compreso partendo dalla stessa politica e che spesso i fattori essenziali agenti nel profondo hanno una manifestazione tangibile solo nel campo dell’arte o sotto specie di idee scientifiche e puramente filosofiche ancor più lontane dalla politica dell’arte stessa.

In: "Il tramonto dell’Occidente", di Oswald Spengler