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| Anne Magill |
Sono sempre stato un sognatore ironico, infedele alle promesse interiori. Ho sempre assaporato, come altro e straniero, le sconfitte dei miei vaneggiamenti, assistendo casualmente a ciò che pensavo di essere. Non ho mai prestato fede a ciò in cui credevo. Ho riempito le mani di sabbia, l’ho chiamata oro e ho aperto le mani facendola scorrere via.
Da: “ IL LIBRO DELL’ INQUIETUDINE DI BERNARDO SOARES – 218 - Traduzione di Piero Ceccucci e Orietta Abbati - Edizione ebook: dicembre 2010 - Newton Compton editori –“, di Fernando Pessoa
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