domenica 6 marzo 2016

Kahlil Gibran: Il vostro cuore conosce nel silenzio i segreti dei giorni e delle notti...

Gustave Moreau
Il vostro cuore conosce nel silenzio i segreti dei giorni e delle notti.
Ma il vostro orecchio è assetato dal rumore di quanto il cuore conosce.
Vorreste esprimere ciò che avete sempre pensato.
Vorreste toccare con mano il corpo nudo dei vostri sogni. Ed è bene che sappiate:
La fonte nascosta della vostra anima
dovrà necessariamente effondersi e fluire mormorando verso il mare;
E il tesoro della vostra infinita profondità
si mostrerà ai vostri occhi;
Ma non con la bilancia valuterete questo sconosciuto tesoro;
E non scandaglierete con asta o sonda le profondità della vostra conoscenza
Poiché l'essere è un mare sconfinato e incommensurabile. Non dite: "Ho trovato la verità",
ma piuttosto: "Ho trovato una verità".
Non dite: "Ho trovato il sentiero dell'anima",
ma piuttosto: "Ho incontrato l'anima in cammino sul mio sentiero".
Poiché l'anima cammina su tutti i sentieri.
L'anima non procede in linea retta,
e neppure cresce come una canna.
L'anima si schiude,
come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.

Frammento di:"Sulla conoscenza", tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran




Fernando Pessoa: Siamo tutti abituati a considerare noi stessi essenzialmente come realtà mentali..

Gustave Moreau
Siamo tutti abituati a considerare noi stessi essenzialmente come realtà mentali, mentre vediamo gli altri immediatamente come realtà fisiche; consideriamo noi stessi vagamente come persone fisiche solo in virtù dell’effetto dello sguardo degli altri; consideriamo vagamente gli altri come realtà mentali, ma solo nell’amore o nei conflitti prendiamo davvero coscienza che gli altri hanno soprattutto un’anima, come noi per noi stessi.

Da “Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares” di Fernando Pessoa

Erasmo da Rotterdam: spargere dappertutto un pizzico di follia...

Hieronymus Bosch
Osservate con quanta previdenza la natura, madre e artefice del genere umano, ebbe cura di spargere dappertutto un pizzico di follia. Se, infatti, secondo la definizione stoica, la saggezza consiste solo nel farsi guidare dalla ragione, mentre, al contrario, la follia consiste nel farsi trascinare dalle passioni, perché la vita umana non fosse del tutto improntata a malinconica severità, Giove infuse nell'uomo molta più passione che ragione: press'a poco nella proporzione di mezz'oncia ad un asse. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni. Quindi, alla sola ragione contrappose due specie di violentissimi tiranni: l'ira, che occupa la rocca del petto e il cuore stesso che è la fonte della vita, e la concupiscenza che estende il suo dominio fino al basso ventre. Quanto valga la ragione contro queste due agguerrite avversarie ce lo dice a sufficienza la condotta abituale degli uomini: la ragione può solo protestare, e lo fa fino a perderci la voce, enunciando i princìpi morali; ma quelle, rivoltandosi alla loro regina, la subissano di grida odiose, finché lei, prostrata, cede spontaneamente dichiarandosi vinta.

In: "Elogio della follia", di Erasmo da Rotterdam

sabato 5 marzo 2016

Marguerite Yourcenar: Qualsiasi felicità è un capolavoro...


Affresco Pompeiano
Più sincero della maggior parte degli uomini, confesso senza reticenza le cause segrete di questa felicità: quella calma, tanto propizia alle opere e alle discipline dello spirito, mi sembra uno degli effetti più belli dell'amore. E mi sorprende che queste gioie così precarie, così raramente perfette nel corso d'una vita umana - quale che sia, del resto, l'aspetto sotto il quale noi le abbiamo cercate o ricevute - vengano guardate con tanta diffidenza da presunti saggi, i quali ne paventano l'assuefazione o l'eccesso anziché temerne la privazione o la perdita; sì che trascorrono a soggiogare i propri sensi quel tempo che impiegherebbero assai più utilmente ad abbellire la propria anima. […]
Qualsiasi felicità è un capolavoro: il minimo errore la falsa, la minima esitazione la incrina, la minima grossolanità la deturpa, la minima insulsaggine la degrada.

In:” Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar

Antonia Pozzi: Vorrei che la mia anima ti fosse leggera...


Marc Chagall
Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia –

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre –
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago –
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda –

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco –
sulle oscure voragini
della terra.

"Lieve offerta" di Antonia Pozzi 5 dicembre 1934

Erich From: è importante evitare conversazioni banali...

Pieter Bruegel il Vecchio
[…] è importante evitare conversazioni banali, è necessario evitare cattive compagnie. Per cattive compagnie non mi riferisco solo a gente cattiva, viziosa o distruttiva; di quelle si dovrebbe evitare la compagnia perché la loro influenza è velenosa e deprimente. Mi riferisco soprattutto alla compagnia di persone amorfe, di gente la cui anima è morta, sebbene il corpo sia vivo; di gente i cui pensieri e la cui conversazione sono banali; che chiacchiera anziché parlare, e che esprime opinioni a cliché invece di pensare. Ma non è sempre possibile evitare la compagnia di simili persone, e neppure necessario. Se non si reagisce nel modo scontato - vale a dire con cliché o banalità - ma direttamente e umanamente, spesso si scoprirà che tali persone muteranno il loro contegno, aiutate dalla sorpresa effettuata dallo shock dell'imprevisto.

In: “L'arte di amare” di Erich Fromm