sabato 12 novembre 2016

Gialal al Din Rumi: Tutto quanto concerne l'Anima si svela spontaneamente...


Albert Bierstadt
Tutto quanto concerne l'Anima si
svela spontaneamente ed ogni
sforzo razionale non fa che allontanarla.
Questo perché la sua natura
non è fenomenica. Si coglie
col cuore come una poesia, come
un'opera d'arte. Si sente, si ama
ma nessun concetto, come ombra
fugace, è ad essa adeguato.

Di: Gialal al Din Rumi

Friedrich Nietzsche: Un’anima fine non è quella che è capace dei voli più alti...

Vladimir Kush
Un’anima fine non è quella che è capace dei voli più alti, ma quella che si alza poco e si abbassa poco, e abita però sempre in un’aria e a un’altezza libere e luminose.

In: "Umano, troppo umano (397 Segni di un’ anima fine)",di Friedrich Nietzsche

Pier Paolo Pasolini: Che cos'è la cultura di una nazione?


René Magritte
Che cos'è la cultura di una nazione? Correntemente si crede, anche da parte di persone colte, che essa sia la cultura degli scienziati, dei politici, dei professori, dei letterati, dei cineasti ecc': cioè che essa sia la cultura dell'intelligencija. Invece non è così. E non è neanche la cultura della classe dominante, che, appunto, attraverso la lotta di classe, cerca di imporla almeno formalmente. Non è infine neanche la cultura della classe dominata, cioè la cultura popolare degli operai e dei contadini. La cultura di una nazione è l'insieme di tutte queste culture di classe: è la media di esse[…]
Per molti secoli, in Italia, queste culture sono state distinguibili anche se storicamente unificate. Oggi - quasi di colpo, in una specie di Avvento distinzione e unificazione storica hanno ceduo il posto a una omologazione che realizza quasi miracolosamente il sogno interclassista del vecchio Potere. […]
L'identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti «moderni», dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente: ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all'edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto.[…]
Perché il vecchio fascismo, sia pure attraverso la degenerazione retorica, distingueva: mentre il nuovo fascismo - che è tutt'altra cosa - non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l'omologazione brutalmente totalitaria del mondo.

In: “Scritti corsari (Corriere della 24 giugno 1974 «Il Potere senza volto»)", di Pier Paolo Pasolini

domenica 6 novembre 2016

Maria Zambrano: Convivere vuol dire sentire e sapere che la nostra vita, seppure nella sua traiettoria personale, è aperta a quella degli altri...


Alphonse Osbert
Convivere vuol dire sentire e sapere che la nostra vita, seppure nella sua traiettoria personale, è aperta a quella degli altri, non importa che siano nostri vicini o meno; vuol dire saper vivere in una dimensione in cui ogni evento ha la sua ripercussione, che per essere , comprensibile non è per questo meno certa; vuol dire sapere che anche la vita è in tutti i suoi strati un sistema. Che facciamo parte di un sistema al momento chiamato genere umano.

In: “Persona e Democrazia (pag. 14)”di Maria Zambrano

sabato 5 novembre 2016

Aldo Palazzeschi: Chi sono? Son forse un poeta? No certo...

Marc Chagal
Chi sono?
Son forse un poeta?
No certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell' anima mia:
follìa.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non à che un colore
la tavolozza dell' anima mia:
malinconìa.
Un musico allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
nella tastiera dell' anima mia:
nostalgìa.
Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
dinanzi al mio core,
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell' anima mia.

Di: Aldo Palazzeschi

Giuseppe Ungaretti: Perdo gli anni a vista d’occhi....



Rafal Olbinski
Perdo gli anni a vista d’occhi.
Sto diventando ridicolamente giovane.

Da:" L’allegria è il mio elemento (14 maggio 1967)", di Giuseppe Ungaretti

venerdì 4 novembre 2016

Robert Walser: Da quando mi sono arreso al tempo sento in me una pace calda e meravigliosa...

Caspar David Friedrich
Da quando mi sono arreso al tempo
sento in me una pace
calda e meravigliosa.

Da quando scherzo apertamente
coi giorni e con le ore
sono finiti i miei lamenti.

Con una semplice parola
mi sento sgravato dalle colpe
che mi recano danno:

il tempo è il tempo, può anche assopirsi,
sempre troverà me, brav’uomo,
allo stesso posto.

Di: Robert Walser