mercoledì 9 agosto 2017

John Locke: Raramente o mai la verità, al suo primo apparire, l'ebbe vinta per votazione...

Hengki Koentjoro
Raramente o mai la verità, al suo primo apparire, l'ebbe vinta per votazione: le opinioni nuove sono sempre sospette e solitamente contrastate, senza altra ragione che quella di non essere ancora comuni.

In: “Saggio Sull'intelletto Umano (A Cura Di Marian e Nicola Abbagnano pag. 44)",di John Locke

martedì 8 agosto 2017

Sándor Márai: L’uomo e il suo destino si realizzano reciprocamente modellandosi l’uno sull’altro...


Andrea Mantegna
L’uomo e il suo destino si realizzano reciprocamente modellandosi l’uno sull’altro. Non è vero che il destino si introduce alla cieca nella nostra vita: esso entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato, facendoci da parte per invitarlo a entrare.

In: “Le Braci”, di Sándor Márai

lunedì 7 agosto 2017

Hannah Arendt: L'educazione e il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo...


Paris, immagine tratta dal web
L'educazione e il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla rovina, che è inevitabile senza il rinnovamento, senza l’arrivo di esseri nuovi, di giovani. Nell'educazione si decide anche se noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balla di se stessi, tanto da non strappargli di mano la loro occasione d'intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa d’imprevedibile per noi; e prepararli invece al compito di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti.

In: “Tra passato e futuro (pag. 255)”, di Hannah Arendt

domenica 6 agosto 2017

Marcel Proust: Un uomo che dorme tiene in cerchio intorno a sé il filo delle ore...


Albert Anker
Un uomo che dorme tiene in cerchio intorno a sé il filo delle ore, l'ordine degli anni e dei mondi. Svegliandosi, li consulta istintivamente e vi legge in un attimo il punto della terra che occupa, il tempo che è trascorso fino al suo risveglio; ma i loro cicli possono confondersi, spezzarsi.

In: "Alla ricerca del tempo perduto, volume primo (Dalla parte di Swann)", di Marcel Proust

Alejandro Jodorowsky: I greci antichi credevano che l’Anima fosse un essere e la descrivevano come formata da due parti chiamate Pneuma e Psiche...


Antonio Canova
I greci antichi credevano che l’Anima fosse un essere e la descrivevano come formata da due parti chiamate Pneuma e Psiche. Psiche era unita alla parte animale dell’essere umano, mentre Pneuma era unita allo Spirito. Quelli in cui predominava Pneuma, gli esseri pneumatici, avevano la salvezza assicurata. Gli psichici, invece, erano condannati a successive reincarnazioni. Una terza categoria di umani, gli ilici, con una Psiche più animale che umana, venivano distrutti.

In: “ Cabaret mistico” di Alejandro Jodorowsky

sabato 5 agosto 2017

Antonio Gramsci: Una generazione che deprime la generazione precedente, che non riesce a vederne le grandezze e il significato necessario, non può che essere meschina e senza fiducia in se stessa...

Rodney Smith
[...] Una generazione che deprime la generazione precedente, che non riesce a vederne le grandezze e il significato necessario, non può che essere meschina e senza fiducia in se stessa, anche se assume pose gladiatorie e smania per la grandezza. È il solito rapporto tra il grande uomo e il cameriere. Fare il deserto per emergere e distinguersi...


In: “Quaderni dal Carcere (Q8 §17 Passato e presente. )”, di Antonio Gramsci

Fëdor Dostoevskij: La bellezza è una cosa spaventosa e terribile, spaventosa perché non è definita, ma essa è indefinibile perché Dio ha posto solo enigmi...

Gustave Moreau
La bellezza è una cosa spaventosa e terribile, spaventosa perché non è definita, ma essa è indefinibile perché Dio ha posto solo enigmi. Qui gli opposti si congiungono e tutte le contraddizioni convivono. Io, fratello, sono molto ignorante, ma ho riflettuto a lungo su questo. C'è una quantità spaventosa di misteri! Troppi enigmi opprimono l'uomo sulla terra. Dobbiamo cercare di risolvere gli enigmi meglio che possiamo, e cercare di uscire asciutti dall'acqua.

In: “ I fratelli Karamazov (Libro terzo – III – Confessione di un cuore ardente. In versi)”, di Fëdor Dostoevskij