giovedì 22 settembre 2016

Rainer Maria Rilke: Questo solo è che abbisogna: solitudine, grande intima solitudine...

Questo solo è che abbisogna: solitudine, grande intima solitudine. Penetrare in se stessi e per ore non incontrare nessuno, – questo si deve poter raggiungere. Essere soli come s’era soli da bambini, quando gli adulti andavano attorno, impigliati in cose che sembravano importanti e grandi, perché i grandi apparivano così affaccendati e nulla si comprendeva del loro agire.[…]
Pensate, caro signore, al mondo che portate in voi, e chiamate questo pensare come volete; sia ricordo della propria infanzia o desiderio del proprio futuro, – solo ponete attenzione a quello che sorge in voi, e levatelo sopra tutto quello che osservate intorno a voi. Il vostro più intimo accadere è degno di tutto il vostro amore, a esso voi dovete in qualche maniera lavorare e non perdere troppo tempo e animo a chiarire la vostra posizione di fronte agli uomini. Chi vi dice del resto che abbiate una posizione?

In: “Lettere ad un giovane poeta Lettere a una giovane signora su Dio”, Di Rainer Maria Rilke

martedì 20 settembre 2016

Elias Canetti: Venero la debolezza che non è fine a se stessa...

Sebastião Salgado
Venero la debolezza che non è fine a se stessa, che rende tutto trasparente, che non abbandona nessuno, che affronta il potere con tenacia.

In: “La provincia dell’uomo (1968 pag.318)”, di Elias Canetti

domenica 18 settembre 2016

Nazim Hikmet: Ragazzo mio, io non ho paura di morire. Tuttavia, ogni tanto mentre lavoro nella solitudine della notte, ho un sussulto nel cuore, saziarsi della vita, figlio mio, è impossibile...

Caspar David Friedrich
Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita, figlio mio,
è impossibile.

Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere come nella casa paterna.
Credi al grano, alla terra, al mare
ma prima di tutto all'uomo.

Ama la nuvola, il libro, la macchina,
ma prima di tutto l'uomo.

Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto il dolore dell'uomo.

Godi di tutti i beni terrestri,
del sole, della pioggia
e della neve, dell'inverno e dell'estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto godi dell'uomo.

La terra e l’uomo di Nazim Hikmet

sabato 17 settembre 2016

Emily Dickinson: La speranza è un essere piumato che si posa sull’anima, canta melodie senza parole e non finisce mai...

Giovanni Segantini
La speranza è un essere piumato
che si posa sull’anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.

La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.

L’ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola – a me.

Di: Emily Dickinson

Elias Canetti: Non andar sempre fino in fondo. C'è tanto in mezzo!


Giorgio De Chirico
Non andar sempre fino in fondo. C'è tanto in mezzo!

In: “La provincia dell’uomo (1959 pag. 244)”, di Elias Canetti

Elias Canetti: Nulla sarebbe bello come parlare seriamente a un giovane...

Pieter Claesz
Nulla sarebbe bello come parlare seriamente a un giovane. " Seriamente ": cioè prendendolo sul serio. Si dovrà allora essere insicuri dentro di sé, senza farglielo capire, e gradualmente, come se fosse la prima volta, avanzare a tentoni fino a giungere nelle vicinanze di una sicurezza nella quale si possa credere non solo per sé, ma anche per lui.

In: “La provincia dell’uomo (1957 pag. 226)”, di Elias Canetti