giovedì 15 giugno 2017

Ralph Waldo Emerson: Leggete il linguaggio di questi vaghi sguardi. Il cuore lo conosce...:

Robert Doisneau
Vi è in noi molta più gentilezza di quanto si sia mai detto. Nonostante tutto l’egoismo che raggela il mondo come i venti dell’est, l’intera famiglia umana è intinta di un elemento amoroso, come di un fine etere. Fra le persone che incontriamo nelle case, quante sono quelle cui quasi non parliamo, eppure le onoriamo ed esse ci rendono onore! Fra quelle che vediamo per strada, o con cui sediamo in chiesa, quante sono quelle la cui presenza, seppur silenziosa, ci dà una calorosa gioia. Leggete il linguaggio di questi vaghi sguardi. Il cuore lo conosce.

In: “Società e solitudine”, di Ralph Waldo Emerson

domenica 11 giugno 2017

Gyorgy Lukacs: Il caos di per sé non è mai ricchezza. L'elemento creatore dell'ordine affonda le sue radici primarie nello stesso terreno del disordine...

Joan Mirò
Il caos di per sé non è mai ricchezza. L'elemento creatore dell'ordine affonda le sue radici primarie nello stesso terreno del disordine, perciò un'anima può essere completa e quindi ricca, laddove coesistono con eguale intensità caos e disciplina, esistenza e astrazione, l'uomo e il suo destino, stato d'animo e etica. Soltanto se coesistono, se sono in ogni istante integrati in un'unità vivente, indivisibile, soltanto allora l'uomo è un uomo vero e la sua opera una vera totalità, simbolo dell'universo.

Da:” L'anima e le forme”,di Gyorgy Lukacs

Lev Tolstoj: Non riesco a dimostrarmi l'esistenza di Dio...

Caspar David Friedrich
Non riesco a dimostrarmi l'esistenza di Dio, non trovo neanche una dimostrazione efficace, e considero il concetto non necessario. È più facile e più semplice concepire l'esistenza di tutto il mondo, col suo ordine inconcepibilmente bello, che l'essenza che lo ha partorito. L'attrazione della carne e dello spirito dell'uomo alla felicità è l'unica via per capire il segreto della vita. I vizi dell'anima sono tendenze buone che si sono corrotte. La vanità: desiderio di essere soddisfatti di sé. L'avidità: desiderio di fare più bene. Non capisco la necessità dell'esistenza di Dio, ma credo in lui e chiedo che mi aiuti a capirla.

In: “I Diari (8 luglio 1853), di Lev Tolstoj

sabato 10 giugno 2017

Eugenio Borgna: Non è facile, e talora è impossibile, ascoltare e decifrare i significati che ogni silenzio...

Vivian Maier
Non è facile, e talora è impossibile, ascoltare e decifrare i significati che ogni silenzio ha in sé e che riemergono, in fondo, solo quando l’intuizione (questa conoscenza intuitiva, rabdomantica e inafferrabile, che nella vita si alterna con la conoscenza razionale) ci aiuta a cogliere il senso enigmatico di uno sguardo e di un sorriso, di una increspatura dell’anima e di un gesto inatteso.

Da:"Le emozioni ferite", di Eugenio Borgna

Elias Canetti: Il giovane greco mi chiede cosa significhi essere vecchio. Significa, gli dico, che posso abbracciare con lo sguardo la vita di molte persone che ho conosciuto...

Sebastião Salgado
Il giovane greco mi chiede cosa significhi essere vecchio. Significa, gli dico, che posso abbracciare con lo sguardo la vita di molte persone che ho conosciuto. Significa che auguro a loro come a me una vita di trecento anni, per poter abbracciare ancora di più la loro vita, poiché ogni palmo in più che si conosce la rende più stupefacente, più problematica, più ricca di speranze, più penetrante e più inspiegabile.

In: “La provincia dell’uomo (1968 pag. 318)”, di Elias Canetti

José Ortega y Gasset: Siamo eroi, combattiamo sempre per qualcosa di lontano e calpestiamo, passando, aromatiche viole...

Gustav Klimt
La circostanza! Circum-stantia! Le cose mute che stanno più immediatamente intorno a noi. Molto vicino, molto vicino a noi levano le loro tacite fisionomie con un gesto di umiltà e desiderio, quasi bisognose che accettiamo la loro offerta e insieme vergognose per la semplicità apparente del loro dono. E camminiamo tra loro, ciechi nei loro riguardi, fisso lo sguardo su remote imprese, proiettati alla conquista di lontane città schematiche. Poche letture mi hanno commosso quanto quelle storie in cui l’eroe avanza impetuoso e diritto come una freccia verso una meta gloriosa, senza far caso che gli cammina accanto, con volto umile e supplicante, la donzella anonima che lo ama in segreto, portando nel suo bianco corpo un cuore che arde per lui, brace gialla e rossa su cui si bruciano aromi in suo onore. Vorremmo fare un segno all’eroe perché piegasse un momento lo sguardo verso quel fiore acceso di passione che si alza ai suoi piedi. Tutti, in varia misura, siamo eroi e tutti suscitiamo umili amori intorno. Io sono stato un lottatore, il che vuol dire: sono stato un uomo, esclama Goethe. Siamo eroi, combattiamo sempre per qualcosa di lontano e calpestiamo, passando, aromatiche viole.

In: “Meditazioni del Chisciotte” di José Ortega y Gasset

domenica 4 giugno 2017

Elemire Zolla: Se si cessasse di classificare per un attimo ogni evento in buono o molesto...

Peter Paul Rubens
Se si cessasse di classificare per un attimo ogni evento in buono o molesto, si sarebbe fuori della maledizione in cui ci si trova naturalmente; deporre il fardello vorrebbe dire trovarsi all'improvviso aldiquà dell'incontro con l'albero del bene e del male.

Da: "La filosofia perenne", di Elémire Zolla