domenica 25 marzo 2018

Fëdor Dostoevskij: Io sono una cimice e riconosco in tutta umiltà che non capisco per nulla perché il mondo sia fatto così...

Gustav Klimt
Io sono una cimice e riconosco in tutta umiltà che non capisco per nulla perché il mondo sia fatto così. Vuol dire che gli uomini stessi hanno colpa di questo: è stato concesso loro il paradiso, ma essi hanno voluto la libertà e hanno rubato il fuoco dal cielo, pur sapendo che sarebbero diventati infelici, quindi non c'è tanto da impietosirsi per loro. La mia povera mente, terrestre ed euclidea, arriva solo a capire che la sofferenza c'è, che non ci sono colpevoli, che ogni cosa deriva dall'altra direttamente, semplicemente, che tutto scorre e si livella - ma queste sono soltanto baggianate euclidee, io lo so, e non posso accettare di vivere in questo modo!

In: “ I Fratelli Karamazov (Libro Quinto, IV – Ribellione)”, di Fëdor Dostoevskij

domenica 18 marzo 2018

James Hillman: Secondo un’altra leggenda ebraica, la prova che abbiamo dimenticato la scelta prenatale dell’anima la portiamo impressa sul nostro labbro superiore...

Raffaello Sanzio
Secondo un’altra leggenda ebraica, la prova che abbiamo dimenticato la scelta prenatale dell’anima la portiamo impressa sul nostro labbro superiore: il piccolo incavo sotto il naso è l’impronta dell’indice che l’angelo ci ha premuto sulle labbra per sigillarle, tutto ciò che resta a rammentarci il pregresso sodalizio dell’anima con il daimon; ed è per questo che, quando inseguiamo un’intuizione o un pensiero che sfugge, ci portiamo automaticamente il dito a quella significativa scannellatura.

Da: “Il codice dell'anima”, di James Hillman

Piero Calamandrei: L’art. 34 dice: «I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi»...

Gianni Berengo Gardin
L’art. 34 dice: «I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutti, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.»
È compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo – «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro» – corrisponderà alla realtà.

In: “ Lo stato siamo noi (Discorso ai giovani sulla Costituzione - 26 gennaio 1955-)”, di Piero Calamandrei

Maria Zambrano: La demagogia è l’adulazione del popolo...

Gianni Berengo Gardin
La demagogia è l’adulazione del popolo. E, come ogni adulazione, incita a rimanere dove ci si trova, a fissarsi nella propria situazione, nella situazione del passato. Perché ogni trasformazione richiede uno sforzo. L'adulazione, dando per definitiva la situazione attuale, suggerisce a un popolo o a una determinata persona che non è necessario fare alcuno sforzo. Si tratta unicamente di ottenere soddisfazioni. E, nel caso del popolo, di riscuotere finalmente un debito secolare.

In: “Persona e Democrazia (pag. 170)”, di Maria Zambrano

sabato 17 marzo 2018

Banana Yoshimoto: Nel flusso indefinito del tempo e degli stati d’animo, gran parte della storia è incisa nei sensi...

Nel flusso indefinito del tempo e degli stati d’animo, gran parte della storia è incisa nei sensi. E cose di nessuna importanza, insostituibili, ritornano così all’improvviso, in un caffè d’inverno.

Da: "Kitchen", di Banana Yoshimoto

lunedì 12 marzo 2018

Eraclito: Il carattere, per l’uomo, è il suo destino.

Julius Johann Ferdinand Kronberg
Il carattere, per l’uomo, è il suo destino.

Da:"frammenti (Fr. 98 [119 DK; 94 Marc.)", di Eraclito

domenica 11 marzo 2018

Luigi Pirandello: Nessuno ha tempo o modo d'arrestarsi un momento a considerare, se quel che vede fare agli altri, quel che lui stesso fa, sia veramente ciò che sopra tutto gli convenga...


Pierre Auguste Renoire
Nessuno ha tempo o modo d'arrestarsi un momento a considerare, se quel che vede fare agli altri, quel che lui stesso fa, sia veramente ciò che sopra tutto gli convenga, ciò che gli possa dare quella certezza vera, nella quale solamente potrebbe trovar riposo. Il riposo che ci è dato dopo tanto fragore e tanta vertigine è gravato da tale stanchezza, intronato da tanto stordimento, che non ci è più possibile raccoglierci un minuto a pensare. Con una mano ci teniamo la testa, con l'altra facciamo un gesto da ubriachi. - Svaghiamoci! Sì. Più faticosi e complicati del lavoro troviamo gli svaghi che ci si offrono; sicché dal riposo non otteniamo altro che un accrescimento di stanchezza.

Da:” Quaderni di Serafino Gubbio operatore (Quaderno primo - I –)”, di Luigi Pirandello