domenica 22 luglio 2018

Friedrich Nietzsche: Con piedi caldi e caldi pensieri, fuggo là dove il vento tace...

Gianni Berengo Gardin
Con piedi caldi e caldi pensieri, fuggo là dove il vento tace — nell’angolo soleggiato del mio monte degli olivi.

Da: "Così parlò Zarathustra (Sul monte degli olivi)" di Friedrich Nietzsche

Dino Buzzati: I giorni perduti

Dino Buzzati
Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la scaraventò nel botro; che era ingombro di migliaia e migliaia di altre casse uguali.
Si avvicinò all'uomo e gli chiese:
- Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c'era dentro? E cosa sono tutte queste casse?
Quello lo guardò e sorrise:
- Ne ho ancora sul camion, da buttare. Non sai? Sono i giorni.
- Che giorni?
- I giorni tuoi.
- I miei giorni?
- I tuoi giorni perduti. I giorni che hai perso. Li aspettavi, vero? Sono venuti. Che ne hai fatto? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso?
Kazirra guardò. Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno. C'era dentro una strada d'autunno, e in fondo Graziella la sua fidanzata che se n'andava per sempre. E lui neppure la chiamava.
Ne aprì un secondo. C'era una camera d'ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari.
Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia misera casa stava Duk il fedele mastino che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare.
Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco. Lo scaricatore stava diritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere.
- Signore! - gridò Kazirra. - Mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi tre giorni. La supplico. Almeno questi tre. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole.
Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per indicare un punto irraggiungibile, come per dire che era troppo tardi e che nessun rimedio era più possibile. Poi svanì nell'aria, e all'istante scomparve anche il gigantesco cumulo delle casse misteriose. E l'ombra della notte scendeva.

In: “Le notti difficili (I giorni perduti)”, di Dino Buzzati

sabato 21 luglio 2018

James Hillman:Se la faccia è il luogo in cui ha inizio l’etica della società, che cosa accade alla società quando la faccia che invecchia è modificata chirurgicamente...

Lee Jeffries
Se la faccia è il luogo in cui ha inizio l’etica della società, che cosa accade alla società quando la faccia che invecchia è modificata chirurgicamente e repressa dalla cosmesi e il suo carattere accumulato è falsificato? Quale danno etico si produce quando le facce invecchiate hanno scarsa visibilità? [...]
Perché il modo in cui trattiamo la nostra faccia ha conseguenze sulla società. La tua faccia è l’Altro per tutti gli altri. Se non mostra più la sua vulnerabilità assoluta, allora le ragioni della “pietas”, l’esigenza di sincerità, la richiesta di risposte, sulle quali poggia la coesione sociale, hanno perduto la loro sorgente originaria.

Da: “La Forza del carattere”, di James Hillman

Ignazio Silone: Ogni idea nuova per propagarsi, si cristallizza in formule; per conservarsi si affida a un corpo di interpreti...

Giovanni Fattori
Ogni idea nuova per propagarsi, si cristallizza in formule; per conservarsi si affida a un corpo di interpreti, prudentemente reclutato, talvolta anche appositamente stipendiato, e, a ogni buon conto, sottoposto a un'autorità superiore, incaricata di sciogliere i dubbi e di reprimere le deviazioni.
Cosí ogni nuova idea finisce sempre col diventare una idea fissa, immobile, sorpassata.

Da: “Vino e pane”, di Ignazio Silone

Marguerite Yourcenar: Contro un avvenire che si presenta a noi vociferante e sicuro di sé...

Fernand Khnopff
Contro un avvenire che si presenta a noi vociferante e sicuro di sé, occorre sempre tenere conto di un altro avvenire, ancora in germe, del quale noi abbiamo il compito di proteggere la crescita.

Da "Pellegrina e straniera (Pag. 55 - Forze del passato e forze dell'avvenire)" di Marguerite Yourcenar

Banana Yoshimoto: Noi esseri umani continuiamo a crearci dei ricordi, senza mai smettere di nuotare nel tempo...

Jerry Uelsmann
Ho riflettuto parecchio su queste cose, e su quelle con cui – e senza di cui – sono venuta alla luce. E sono arrivata alla conclusione che io non sono affatto speciale. Ho semplicemente dovuto affrontare un po’ più cose degli altri, un po’ prima. Molte sono le persone che nel cuore portano ferite simili alle mie. Il senso della vita sta proprio in questo. Noi esseri umani continuiamo a crearci dei ricordi, senza mai smettere di nuotare nel tempo. La maggior parte di essi, però, viene risucchiata da un’enorme zona d’ombra, e non ci possiamo fare niente. Anche se siamo consapevoli di perderne gran parte, non ci resta che continuare a crearceli fino alla morte.

Da: "Il coperchio del Mare", di Banana Yoshimoto

domenica 15 luglio 2018

Ludwig Wittgenstein: La soluzione del problema che tu vedi nella vita è un modo di vivere che fa scomparire ciò che rappresenta un problema...

Felice Casorati
La soluzione del problema che tu vedi nella vita è un modo di vivere che fa scomparire ciò che rappresenta un problema.
Se la vita è problematica, è segno che la tua vita non si adatta alla forma della vita. Devi quindi cambiare la tua vita; quando si adatterà alla forma, allora scomparirà ciò che è problematico...

In: “Pensieri diversi (1937 - pag.60-61)”, di Ludwig Wittgenstein