domenica 31 ottobre 2021

Albert Camus: Quando lo si osserva, il tempo non cammina in fretta...

Salvador Dalí
Quando lo si osserva, il tempo non cammina in fretta. Si sente tenuto d’occhio. Ma approfitta delle nostre distrazioni. Forse ci sono addirittura due tempi: quello che osserviamo e quello che ci trasforma.

In:” Taccuini (Quaderno N. 4 - Gennaio 1942 – Settembre 1945 《10 febbraio》 - Traduzione di Ettore Capriolo - Tascabili Bompiani -  Edizione digitale novembre 2018 -”, di Albert Camus

Walt Whitman: tutti noi organizziamo la nostra vita in base alla condotta che la società convenzionalmente impone e chiama giusta...

Venere Callipigia
“Tutti noi organizziamo la nostra vita in base alla condotta che la società convenzionalmente impone e chiama giusta. Per avere la libertà, ci ritiriamo in camera nostra; per spogliarci, fare il bagno, sfogarci in libertà. Tali comportamenti e molti altri non sarebbero convenienti in pubblico … Per questo freno autoimposto, questo appiattirsi sulla media, anzi sulla mediocrità, verso il basso, l’anima dell’uomo e della donna pretende però, e ne trae piacere, una compensazione nelle direzioni più elevate … Per riequilibrare questo indispensabile sacrificio, le menti libere esprimono se stesse fino in fondo, potenziando e arricchendo l’umanità intera con i loro liberi voli in tutte le direzioni che non sono tollerate dalla società normale” .

In: “La Forza del carattere - James Hillman - 13 Ars Amatoria - Traduzione di Adriana Bottini - Adelphi -2000 –“ di Walt Whitman

Umberto Galimberti: La giusta misura, che presiede il governo di sé e le leggi della città, è per il Greco il riflesso della giustizia cosmica...

Athena
La giusta misura, che presiede il governo di sé e le leggi della città, è per il Greco il riflesso della giustizia cosmica, della giusta proporzione delle parti nel Tutto, che dunque è armonia e perciò bellezza (kosmióteta).

Da: “La casa di psiche – Parte sesta La pratica filosofica - 23. La giusta misura - pag. 394 - Feltrinelli - Aprile 2017 -", di Umberto Galimberti

Georg Simmel: mentre l’ideale educativo del XVIII secolo mirava alla formazione dell’uomo...

German Lorca
... mentre l’ideale educativo del XVIII secolo mirava alla formazione dell’uomo, quindi ad un valore personale, interno, nel XIX secolo il concetto di «formazione» si è ristretto a una somma di conoscenze oggettive e di tipi di comportamento. Sembra che questa discrepanza si ampli di continuo.

In: "Filosofia del denaro - Capitolo VI - 2 Il concetto di cultura. - a cura di Alessandro Cavalli e Lucio Perucchi - Ledizioni - eBook Ottobre 2014", di Georg Simmel

sabato 30 ottobre 2021

Emily Dickinson: Ma negli occhi dell’altro Ciascuno contemplava un’ignoranza...

Da Pinterest
Ma negli occhi dell’altro
Ciascuno contemplava un’ignoranza –
Più divina di quella dell’infanzia –
L’uno bambino all’altro –

Cercammo di spiegare
Quel comune mistero –
Ah, ma il sapere è un mare –
E non ha un volto – il vero!

In: “ Il Cuore in Libertà - Frammento di 568 - Traduzione di Nicola Gardini-2017- Adriano Salani Editore s.u.r.l.” : di Emily Dickinson

Ernst Jünger: il mondo è gremito di nuove incarnazioni del dolore...

Da Pinterest
Non è un caso se si costruiscono missili che costano, ciascuno, quanto, in altri tempi, un principato intero. Inavvertitamente il fenomeno del diseredato, del proletario, ha assunto tratti inediti; il mondo è gremito di nuove incarnazioni del dolore. Sono gli esiliati, i proscritti, i violentati, i milioni di esseri umani strappati alla loro patria e alla loro terra, o brutalmente respinti al fondo dell’abisso. Sono queste le catacombe di oggi, che non vengono aperte se non per concedere, di tanto in tanto, il voto ai diseredati: essi sono chiamati a decidere in che modo la burocrazia debba amministrare la loro miseria.

Da:” Trattato del ribelle - Traduzione di F. Bovoli - ADELPHI - Settembre 1999”, di Ernst Jünger

domenica 24 ottobre 2021

Virginia Woolf: sento le onde della vita che si infrangono, si rompono contro le mie radici.

Josef Rebell
[…] sento le onde della vita che si infrangono, si rompono contro le mie radici.

In: “Le onde - A cura di Nadia Fusini - Giulio Einaudi editore – 2002- ” di Virginia Woolf