domenica 29 gennaio 2017

William Blake: Vedere un Mondo in un granello di sabbia...


Caspar David Friedrich
Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
E un Cielo in un fiore selvatico,
Tenere l'Infinito nel cavo della mano
E l'Eternità in un'ora.

Di William Blake: "Strofe iniziali di Auguries Of Innocence"

Søren Kierkegaard: Il mio occhio non sa mai stancarsi di percorrere questa periferica diversità, questo sparpagliamento radioso che emana dalla bellezza femminile...



Bertel Thorvaldsen
Il mio occhio non sa mai stancarsi di percorrere questa periferica diversità, questo sparpagliamento radioso che emana dalla bellezza femminile. Ciascun punto ha la sua piccola parte e pertanto forma una unità completa in sé, felice, gioiosa, bella. A ciascuna il suo fascino particolare: il lieto sorriso, lo sguardo malizioso, l'occhio bramoso, il capo reclino, l'animo licenzioso, il quieto affanno, il presentimento profondo, la malinconia profetica, la nostalgia terrestre, le vaghe emozioni, il tremulo ciglio, le labbra interrogatrici, la fronte misteriosa, gli avvincenti riccioli, le velanti sopracciglia, la celeste altierezza, la terrestre verecondia, la purezza angelica, il segreto rossore, l'agile passo, le leggiadre movenze, l'atteggiamento languido, i sogni desiosi, l'incomprensibile sospiro, la snella statura, le morbide forme, il seno guizzante, le tossi profonde, il piccolo piede, la mano leggiadra... A ciascun punto il suo fascino particolare, che non divide con gli altri.

In: " Diario del seduttore", di Søren Kierkegaard

sabato 28 gennaio 2017

Claudio Magris: Il mondo moderno condanna all’involontaria comicità chi presume di individuare il filo degli eventi o addirittura di guidarlo e controllarlo...


Gianni Berengo Gardin
Il mondo moderno condanna all’involontaria comicità chi presume di individuare il filo degli eventi o addirittura di guidarlo e controllarlo: se Marx diceva che le vicende storiche accadono una prima volta in forma di tragedia e poi si ripetono in forma di commedia, ora sembra che gli eventi, da cui dovrebbe dipendere il nostro destino, succedano già la prima volta quali parodie di sé stessi. Una maschera comica è oggi il politico che non s’accorge di come le cose gli siano sfuggite di mano...

In: "Itaca e oltre", di Claudio Magris

Antonio Gramsci: L’aspetto della crisi moderna che viene lamentato come «ondata di materialismo» è collegato con ciò che si chiama «crisi di autorità»...

Ilya Efimovich Repin
L’aspetto della crisi moderna che viene lamentato come «ondata di materialismo» è collegato con ciò che si chiama «crisi di autorità». Se la classe dominante ha perduto il consenso, cioè non è più «dirigente», ma unicamente «dominante», detentrice della pura forza coercitiva, ciò appunto significa che le grandi masse si sono staccate dalle ideologie tradizionali, non credono più a ciò in cui prima credevano ecc. La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.

In: “Quaderni dal carcere (Q3 §34  Passato e presente)”, di Antonio Gramsci

Maria Zambrano: La persona, come indica il nome, è una forma, una maschera con cui affrontiamo la vita...


Carlo Maria Mariani
La persona, come indica il nome, è una forma, una maschera con cui affrontiamo la vita, le relazioni e i rapporti con gli altri, con le cose umane e divine. Questa persona è morale, davvero umana, quando porta dentro di sé la coscienza, il pensiero, una conoscenza precisa di sé e un ordine preciso, quando si situa in un suo ordine prima di ogni relazione e di ogni azione, quando accoglie il più intimo dei sentimenti, la speranza. Ma possiamo anche costruirci un'immagine di noi stessi, un'immagine fittizia, maschera di una passione, per esempio quella della divinizzazione, oppure un'altra qualsiasi, e indossarla quando agiamo. […]

Eroe è colui che alla fine riesce a far coincidere il personaggio con se stesso.

In: “Persona e Democrazia (pag. 89-90)”di Maria Zambrano

domenica 22 gennaio 2017

Zygmunt Bauman: La nostra vita è un’opera d’arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no....

Arturo Nathan
La nostra vita è un’opera d’arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l’arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare. Dobbiamo tentare l’impossibile. E possiamo solo sperare – senza poterci basare su previsioni affidabili e tanto meno certe – di riuscire prima o poi, con uno sforzo lungo e lancinante, a eguagliare quegli standard e a raggiungere quegli obiettivi, dimostrandoci così all’altezza della sfida.




In: “L'arte della vita” di Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman: Oggi, molti di coloro che si autoproclamano "portavoce" del liberalismo sostengono e tentano di rendere altrettanto ovvia la posizione opposta...


Giuseppe Pellizza da Volpedo
Oggi, molti di coloro che si autoproclamano "portavoce" del liberalismo sostengono e tentano di rendere altrettanto ovvia la posizione opposta: la libertà individuale deve fare a pezzi tutte le reti di protezione tessute collettivamente: in parte perché le reti impediscono una completa autodeterminazione delle azioni, ma soprattutto perché sono costose (in altri termini, i costi di mantenimento gravano sulle risorse disponibili per l'autoaffermazione dei singoli). Per confermare questa visione, i politici liberali tendono a rendere le reti di protezione sempre più misere, insignificanti e logore: in questo modo cresce il numero di individui che si domanda quale tipo di vantaggio o di beneficio possano offrire.

In: “La Società dell'incertezza” di Zygmunt Bauman