domenica 20 agosto 2017

Antonio Gramsci: un movimento filosofico è tale solo in quanto si applica a svolgere una cultura specializzata...

Cornell Capa
[...] un movimento filosofico è tale solo in quanto si applica a svolgere una cultura specializzata per un ristretto gruppo di intellettuali o invece è tale solo in quanto, nel lavoro di elaborazione di un pensiero superiore, scientificamente organato, non dimentica mai di rimanere in contatto coi «semplici» e anzi trova in questi contatti la sorgente dei problemi da studiare e risolvere? Solo per questi contatti una filosofia diventa «storica», si depura degli elementi di origine «individuale», si fa «vita».

In: “Quaderni dal Carcere (Q8 §213 Un’introduzione allo studio della filosofia. )”, di Antonio Gramsci

René Char: Non apparteniamo a nessuno...

Cornell Capa
Non apparteniamo a nessuno, se non al lampo
di quella lampada ignota, inaccessibile,
che tiene svegli il coraggio e il silenzio.

Da:"Feuillets d’Hypnos, Fogli d’Hypnos (1943 – 1944)", di René Char

sabato 19 agosto 2017

Rainer Maria Rilke: Riposano i monti, nello splendore delle stelle...


Giovanni Segantini
Riposano i monti, nello splendore delle stelle
Ma anche in loro scintilla il tempo
Nel mio cuore in tumulto pernotta
Senza asilo l'immortalità

In: "Prima serie (poesia X)", di Rainer Maria Rilke

Umberto Galimberti: L’azione terroristica ha incrinato in noi occidentali quella condizione base della vita quotidiana che è la prevedibilità del domani...



Arnold Böcklin
L’azione terroristica ha incrinato in noi occidentali quella condizione base della vita quotidiana che è la prevedibilità del domani, senza la quale non prende avvio alcuna iniziativa, e le azioni che abitualmente ci impegnano ricadono su se stesse, perché perdono importanza, spessore, investimento, valore. Al loro posto subentra, sottile e pervasiva come condizione dell’anima, quell’angoscia primitiva per difendersi dalla quale l’uomo occidentale ha inventato la sua storia. Quest’angoscia si chiama: angoscia dell’imprevedibile. [...]
L’angoscia è invece un sentimento paralizzante di fronte a un pericolo invisibile e indeterminato, da cui l’attacco o la fuga non ci difendono, perché il pericolo è ovunque e in nessun luogo, può essere in questo momento o in qualsiasi momento, per cui il meccanismo che si attiva non è quello difensivo della paura, ma quello paralizzante dell’angoscia. […]
La condizione d’assedio, più che territoriale, è psichica. E quando è imprigionata l’anima, come si fa a produrre cultura, arte, scienza, musica? E quale linguaggio hanno a disposizione gli affetti, gli amori, le speranze, i progetti, i dolori? Ma, soprattutto, di quali strumenti dispone la nostra psiche per trattare la dimensione dell’imprevedibile con cui noi occidentali non abbiamo più consuetudine dall’alba della nostra storia? […]
Lanciati nel nostro sviluppo che non avviene a spese di nessuno, perché, già ce lo ricordava Omero, “Nessuno” nasconde sempre il nome di qualcuno, forse abbiamo dimenticato la misura e siamo diventati s-misurati. E magari con qualche colpa, se è vero che il nostro stile di vita richiede di raccogliere energia viva dai quattro angoli della terra per restituirla degradata.
Questa è la riflessione che dobbiamo avviare se vogliamo fare i conti con la nostra angoscia, che è lì a dirci, prima del cecchino dietro l’angolo, prima dell’attacco batteriologico, prima di quello atomico, prima dell’attentato terrorista, che forse abbiamo oltrepassato la misura e dobbiamo rientrare nel limite.
Rimuovere questo avvertimento dell’angoscia collettiva, non volerlo riconoscere, ci obbligherà a convivere con l’inquietudine che, come un tarlo, roderà dall’interno il nostro benessere, ormai divaricato dalla quiete dell’animo e dalla sua serenità. A questo punto non ci resta che tornare alla sapienza greca che aveva fatto della misura (katà métron) il fondamento della propria etica, e perciò avvertiva: “Chi non conosce il suo limite tema il destino”.

In: "I miti del nostro tempo (Il Mito del terrorismo)", di Umberto Galimberti

Eduardo Galeano: I banchieri della grande bancheria mondiale, che praticano il terrorismo del denaro...


Hieronymus Bosch
I banchieri della grande bancheria mondiale, che praticano il terrorismo del denaro, hanno più potere dei re e dei marescialli, più potere del loro Papa di Roma. Non si sporcano mai le mani. Non ammazzano nessuno: si limitano ad applaudire lo spettacolo.

Da: " Il libro degli abbracci (Incapacità Pag. 103)",di Eduardo Galeano

Herman Melville: Che Dio t’aiuti, vecchio: i tuoi pensieri hanno creato in te una creatura, e a colui che dal pensiero intenso è così trasformato in Prometeo...


Erich Lessing
Che Dio t’aiuti, vecchio: i tuoi pensieri hanno creato in te una creatura, e a colui che dal pensiero intenso è così trasformato in Prometeo, un avvoltoio divora il cuore per sempre, e quest’avvoltoio è la creatura stessa ch’egli ha creato.

In: "Moby Dick (traduzione di Cesare Pavese)", di Herman Melville

venerdì 18 agosto 2017

Baruch Spinoza: Lo scopo dello Stato, dico, non è di convertire in bestie gli uomini dotati di ragione...


Erich Lessing 






Lo scopo dello Stato, dico, non è di convertire in bestie gli uomini dotati di ragione o di farne degli automi, ma al contrario di far sí che la loro mente e il loro corpo possano con sicurezza esercitare le loro funzioni, ed essi possano servirsi della libera ragione e non lottino l’uno contro l’altro con odio, ira o inganno, né si facciano trascinare da sentimenti iniqui. Il vero fine dello Stato è, dunque, la libertà.

In: “Trattato teologico-politico” di Baruch Spinoza

martedì 15 agosto 2017

Elémire Zolla: Così il risveglio è un'immagine della risurrezione; così la primavera dell'anno è l'immagine della risurrezione ripetuta ogni anno...


Willy Ronis
Così il risveglio è un'immagine della risurrezione; così la primavera dell'anno è l'immagine della risurrezione ripetuta ogni anno. E così per le tante altre cose che si potrebbero citare, le quali vengono reiterate mentre l'archetipo è una volta sola. Le ombre si moltiplicano per indicare che la cosa adombrata non si è ancora compiuta e per affermare la somma importanza dell'archetipo, che dev'essere rammentato di continuo». Tutte le cose contingenti diventano così un pretesto per illustrare le verità intellettuali, appaiono create a tal fine: lo spuntar del sole rinvia alla nascita della chiarezza intellettuale che fuga la tenebra dei sensi, rispetto alla quale la ragione è come un lume di candela; il cielo coperto rappresenta il velo del divenire che cela l'essere; l'equilibrio dei volumi e dei colori in un paesaggio ameno è l'equivalenza visibile della pace interiore; il sole sarà, in quanto corpo celeste, emblema del Padre, in quanto disco abbagliante, del Figlio, in quanto calore sensibile, dello Spirito;
l'avvenenza infine d'un corpo sarà l'incentivo a concepire la bellezza intellettuale...

In: “Le potenze dell'anima Anatomia dell'uomo spirituale” di Elémire Zolla