domenica 8 ottobre 2023

Hermann Hesse: Muti approviamo il fremer della vita...

Alfred Wierusz-Kowalski
Muti approviamo il fremer della vita,
muti assistendo delle stelle al gioco
beviamo l’aura fredda e infinita
e siamo affini del celeste fuoco.

Da: "Il lupo della steppa - Traduzione di Ervino Pocar - Mondadori – Edizione 2015". di Hermann Hesse

 


domenica 1 ottobre 2023

Joë Bousquet: Quando il cuore batte piano fuori dal cuore, l’attesa attende in sua compagnia...

Lawrence Alma-Tadema

Quando il cuore batte piano fuori dal cuore, l’attesa attende in sua compagnia, siamo nel mondo dove ciò che è amato è la prigione di ciò che ama.

In: “Tradotto dal silenzio - Il Passatore si è Addormentato - A cura di Adriano Marchetti - Mimesis Edizioni - 2021 – “, di Joë Bousquet

 


 

 

 

Rainer Maria Rilke: Questo è il nostro destino: non vedere l’uscita dal bizzarro labirinto...

Lou Andreas-Salomé
Questo è il nostro destino: non vedere
l’uscita dal bizzarro labirinto,
tu svetti sui nostri impedimenti
e li inondi di luce come un picco.

La tua gioia sovrasta il nostro regno,
noi ne cogliamo a fatica il residuo;
come la pura notte d’equinozio
ti ergi e condividi giorno a giorno.

Frammento di All’angelo (Rilke a Lou , Ronda, 14 gennaio 1913) in: LETTERE D’AMORE - Volume 2 – Rainer Maria Rilke, Lou Andreas-Salomé, Da qualche parte nel profondo. Lettere 1897-1926 - Edizione speciale per Corriere della Sera -2014 - ", di Rainer Maria Rilke

 

domenica 24 settembre 2023

Albert Camus: Se non si crede a nulla, infatti, se nulla ha senso...

Rurik Dmitrienko
Se non si crede a nulla, infatti, se nulla ha senso e non possiamo affermare alcun valore, allora tutto è permesso e nulla ha importanza. Allora non c’è né bene né male…

In: “ - Conferenze e discorsi (1937-1958) - La crisi dell’uomo 1946 – II – Traduzione di Yasmina Mélaouah- Giunti Editore S.p.A. (Bompiani) - Edizione digitale: settembre 2020 – “, di Albert Camus

sabato 23 settembre 2023

Pier Paolo Pasolini: Chi ha manipolato e radicalmente (antropologicamente) mutato le grandi masse contadine e operaie italiane è un nuovo potere che mi è difficile definire...

Da Pinterest
Chi ha manipolato e radicalmente (antropologicamente) mutato le grandi masse contadine e operaie italiane è un nuovo potere che mi è difficile definire: ma di cui sono certo che è il più violento e totalitario che ci sia mai stato: esso cambia la natura della gente, entra nel più profondo delle coscienze. Dunque, sotto le scelte coscienti, c'è una scelta coatta, «ormai comune a tutti gli italiani»: la quale ultima non può che deformare le prime.

Da: “Scritti corsari - 11 luglio 1974. Ampliamento del «bozzetto» sulla rivoluzione antropologica in Italia - (Sul «Mondo», intervista a cura di Guido Vergani) - maggio 1975 – Garzanti - “, di Pier Paolo Pasolini

Antonio Gramsci: Se la classe dominante ha perduto il consenso...

Da Pinterest
Se la classe dominante ha perduto il consenso, cioè non è più «dirigente», ma unicamente «dominante», detentrice della pura forza coercitiva, ciò appunto significa che le grandi masse si sono staccate dalle ideologie tradizionali, non credono più a ciò in cui prima credevano ecc. La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.

In: “Quaderni dal carcere - Quaderno 3 (XX) 1930 ⟨Miscellanea⟩ - § ⟨34⟩. Passato e presente. - Giulio Einaudi editore s.p.a. - Edizione digitale 2014 - ”, di Antonio Gramsci

domenica 17 settembre 2023

Luigi Pirandello: Era proprio la mia quell’immagine intravista in un lampo?

René Magritte
«Era proprio la mia quell’immagine intravista in un lampo? Sono proprio così, io, di fuori, quando – vivendo – non mi penso? Dunque per gli altri sono quell’estraneo sorpreso nello specchio: quello, e non già io quale mi conosco: quell’uno lì che io stesso in prima, scorgendolo, non ho riconosciuto. Sono quell’estraneo che non posso veder vivere se non così, in un attimo impensato. Un estraneo che possono vedere e conoscere solamente gli altri, e io no».

E mi fissai d’allora in poi in questo proposito disperato: d’andare inseguendo quell’estraneo ch’era in me e che mi sfuggiva; che non potevo fermare davanti a uno specchio perché subito diventava me quale io mi conoscevo; quell’uno che viveva per gli altri e che io non potevo conoscere; che gli altri vedevano vivere e io no. Lo volevo vedere e conoscere anch’io così come gli altri lo vedevano e conoscevano.

Da: "Uno, nessuno e centomila – Libro primo - IV Com’io volevo esser solo - Giunti Editore S.p.A. - 2015 - " di Luigi Pirandello