sabato 27 dicembre 2025

José Ortega y Gasset: ... esploriamo il nostro cuore per cogliervi quanto di umano ci è estraneo...

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... esploriamo il nostro cuore per cogliervi quanto di umano ci è estraneo. Preferiamo sulla terra una indocile diversità a una monotona uguaglianza.

In: “Meditazioni del Chisciotte- pag. 95/96 - A cura di Armando Savignano – Mimesis – Edizione 2014 -” di José Ortega y Gasset

Robert Walser: Gli abeti hanno un aspetto regale...

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Gli abeti hanno un aspetto regale. Mi guardano con aria interrogativa. Tutti i pensieri si fermano, la percezione si interrompe di colpo, e tuttavia ogni passo sembra essere un pensiero e ogni respiro un sentimento. Dall'isolamento affiorano - vicinissimi dinanzi a me - nascita e morte, culla e sepolcro. Mentre odo un fruscio sopra il mio capo, immagino che vivere e morire, incominciare e finire giacciano amichevolmente insieme. Accanto al vegliardo sta il bambino. Fiorire e appassire si abbracciano, il principio bacia il congedo. L'inizio e la fine si stringono la mano sorridendo. Apparire e scomparire sono una cosa sola. Nel bosco tutto è comprensibile. Ah, se si potesse vivere in eterno e in eterno morire.

In: "Seeland - Studio intorno alla natura - pag. 98 - Traduzione di Giusi Drago - ADELPHI - Edizione 2017 -", di Robert Walser 

domenica 21 dicembre 2025

Jiddu Krishnamurti: Il problema che sta di fronte a molti di noi è se l’individuo sia semplicemente lo strumento della società, o ne costituisca il fine...

Hieronymus Bosch
Il problema che sta di fronte a molti di noi è se l’individuo sia semplicemente lo strumento della società, o ne costituisca il fine. Voi ed io, come individui, dobbiamo venire usati, diretti, educati, controllati, configurati secondo un certo schema dalla società e dal governo; oppure la società, lo stato, esistono per l’individuo? È l’individuo il fine della società; oppure egli è semplicemente una marionetta da istruire, sfruttare, macellare come strumento da guerra? Questo è il problema che sta di fronte a molti di noi. È il problema del mondo; se l’individuo costituisca un mero strumento della società, un giocattolo da plasmare; o se la società esista per l’individuo.

Da: " La prima ed ultima Libertà - II Individuo e società - Traduzione di Renato Pedio - Astrolabio - edizione 2017- " di Jiddu Krishnamurti 

Dietrich Bonhoeffer: Nulla di ciò che disprezziamo nell’altro ci è completamente estraneo...

Godfried Schalcken
Il pericolo di lasciarci trascinare a disprezzare l’uomo è molto grave. Sappiamo benissimo di non averne alcun diritto e che in tal modo finiremmo per porci in un rapporto quanto mai sterile con l’uomo. Possono difenderci da questa tentazione le seguenti riflessioni: disprezzando l’uomo incorriamo proprio nell’errore maggiore dei nostri avversari. Chi disprezza un uomo non potrà mai cavarne fuori qualcosa. Nulla di ciò che disprezziamo nell’altro ci è completamente estraneo.

Da: “ - Resistenza e resa, lettere e appunti dal carcere - Traduzione dal tedesco di Sergio Bologna – Bompiani – Ed. 1969 – “, di Dietrich Bonhoeffer

 

Claudio Magris: L’accanimento sul comunismo giustamente e fortunatamente sconfitto...

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L’accanimento sul comunismo giustamente e fortunatamente sconfitto misconosce fra l’altro il fatto che esso ha significato, per milioni di uomini, un ideale e una speranza di riscatto universale, valori in sé cui si può – e forse si dovrebbe – restare fedeli anche quando la storia ha dimostrato la fallacia intrinseca non solo alla sua perversione totalitaria, ma pure al sistema politico comunista in sé.

In: “Livelli di guardia, Note civili (2006-2001) - Corriere della Sera 16 dicembre 2007, L’arte difficile di chiedere scusa - Garzanti - edizione digitale 2011 – “, di Claudio Magris

sabato 20 dicembre 2025

Etty Hillesum: Faccio sempre lo stesso errore: rifiuto di scendere a patti con la stanchezza del momento...

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Faccio sempre lo stesso errore: rifiuto di scendere a patti con la stanchezza del momento, e quella finisce col divorare la mia intera visione della vita. Allora vedo sotto una luce negativa tutto quello che prima per me era positivo, mentre un senso di onestà è in agguato e mi ammonisce di non farlo.

In:” Diario 1941-1942 - QUADERNO III - Martedì mattina [28 ottobre 1941] - Traduzione di Chiara Passanti e Tina Montone; Ada Vigliani ha tradotto i brani in tedesco - Adelphi eBook - edizione 2015 “, di Etty Hillesum

Albert Camus: La stanchezza sta al termine degli atti di una vita automatica...

Rembrandt
La stanchezza sta al termine degli atti di una vita automatica, ma inaugura al tempo stesso il movimento della coscienza, lo desta e provoca il seguito, che consiste nel ritorno incosciente alla catena o nel risveglio definitivo.

Da: ”Il mito di Sisifo - Le muraglie assurde - pag. 14 - Traduzione di Attilio Borelli - Bompiani "Saggi Tascabili" – edizione 1998”, di Albert Camus