venerdì 7 luglio 2017

Emily Dickinson: Nella mia stanza lo sento, un amico privo di corpo...

John William Waterhouse
Nella mia stanza lo sento,
un amico privo di corpo -
Non un gesto, non una parola -
che provino che è lì -

Non occorre fargli posto -
E' cortesia migliore
il suo essere lì
intuire ed accogliere -

Il suo essere lì - è la sola libertà
che si prenda -
Non un suono, da lui a me o da me a lui
che ci privi della nostra integrità -

Stancarsi di lui, sarebbe strano
come se un atomo
trovasse monotona -
La compagna vasta dello spazio -

Non so se visiti altri -
né se presso altri si trattenga -
Ma l'istinto ne conosce il nome
Immortalità.

Di Emily Dickinson (1863 n°679)